LCA: come comprendere e monitorare se noi o i nostri fornitori stiamo andando verso un’attività sostenibile?

Pubblicato il: 21/09/2020

LCA: come comprendere e monitorare se noi o i nostri fornitori stiamo andando verso un’attività sostenibile?

La valutazione del ciclo di vita (LCA) può essere utilizzata per la determinazione dei costi delle risorse e per la valutazione dei rischi, durante la transizione da economia lineare a economia circolare.

Tra molte altre cose l’LCA viene utilizzata per identificare le opportunità di miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti in varie fasi del loro ciclo di vita, nonché per ispirare i manager aziendali o i responsabili delle organizzazioni industriali, governative e non governative.

La valutazione del ciclo di vita permette di selezionare degli indicatori pertinenti delle prestazioni ambientali e scegliere le metodologie di misurazione.

L’analisi LCA può essere utilizzata per implementare uno schema che conduca a un’etichettatura ecologica oppure nel caso si desideri realizzare una dichiarazione ambientale dei propri prodotti, EPD (Environmental Product Declaration).

La metodologia LCA dà il meglio di sé quando la si introduce per ottimizzare un processo di produzione e quando le informazioni ricavate dall’LCA vengono utilizzate come strumento per analizzare le prestazioni ambientali dei prodotti.

Oppure quando si studiano le migliori pratiche aziendali, per la produzione dei propri articoli in chiave sostenibile.

La figura seguente illustra la struttura della valutazione del ciclo di vita secondo la norma ISO 14040 e, come accade per fare cose in un mondo in continua evoluzione, la stessa LCA non dovrebbe essere vista come un evento statico “una tantum”.

 

 

Confrontare le LCA

Quando si opera una scelta tra diversi prodotti o fornitori, il confronto tra le singole LCA deve essere condotto con estrema cura. Per rimanere conformi agli standard ISO i risultati dei calcoli devono essere sottoposti a revisione critica, indipendente, in particolare se essi devono essere utilizzati per la divulgazione al pubblico ai fini di dichiarazioni comparative.

I vincoli del sistema, utilizzati nella valutazione e nelle regole di categoria dei prodotti (PCR), devono essere identificati. Diverse aree di applicazione, geografiche, settoriali o correlate a specifiche categorie di impatto, possono effettivamente richiedere diversi tipi di dati, definizioni specifiche di unità funzionali, per rendere i confronti equi e utilizzare metodi di valutazione dell’impatto specifici.

Viviamo in un mondo complesso e i prodotti necessari arrivano, o possono arrivare, da luoghi diversi; con processi paralleli e variabili.

Quindi, ad esempio, come confrontare in modo trasparente l’impatto ambientale di un prodotto se un produttore di apparecchiature (OEM) acquista determinati moduli, o parti, da un fornitore, mentre l’altro OEM se li produce internamente?

Come confrontare i prodotti finiti tra loro?

Tutti i fornitori alternativi vorranno fornire le informazioni sui loro flussi di produzione elementari?

E il produttore del prodotto finito? È disposto a condividere tutte le informazioni dalla propria catena di approvvigionamento?

Di seguito vengono  elencate in tabella le diverse tipologie di dichiarazioni ambientali, di cui l’ultima, Tipo III, “Dichiarazione Ambientale di Prodotto”, (EPD-Environmental Product Declaration) è stata ideata allo scopo di armonizzare ciò che deve essere incluso e comunicato quando si redige la dichiarazione per differenti tipologie di prodotto: mobili, tessuti, macchinari, plastica in forma primaria, ecc…

 

Le diverse dichiarazioni ambientali

Tipo I Tipo II Tipo III
Nome generico Etichetta ambientale Auto dichiarazione ambientale Dichiarazione
Ambientale
Destinatari Consumatore

al dettaglio

Consumatore

al dettaglio

Consumatore al dettaglio/ industriale
Canale/metodo di comunicazione Etichetta ambientale Testo e Simbolo Scheda tecnica del profilo ambientale, EPD®
Scopo Ciclo di vita completo Dettaglio specifico* Ciclo di vita completo
Utilizzo dell’LCA No No Si
Professionista Parte terza Parte primaria Terza/Prima parte
Certificazione Si In genere no Si/No
Organo direttivo Dipartimento Ecolabel Ufficio clienti Ente di accreditamento
* Un aspetto specifico di un ciclo di vita o un singolo attributo ambientale

Tabella adattata da: Lee, Kun-Mo e Park, P, “Applicazione della LCA alla dichiarazione ambientale  di tipo III”, Gestione ambientale, vol. 28 n. 4, pagine 533 ~ 546, 2001

 

Diretti verso la sostenibilità

Per rispondere alle domande nel titolo, ecco alcuni segnali importanti da verificare:

  • Le affermazioni, ad esempio quelle di materiali o prodotti a neutralità ambientale (carbon neutral), sono supportate da un programma LCA trasparente o da studi scientifici? In caso contrario, è necessario prestare una certa attenzione all’informazione.
  • Verificare se i dati LCA pubblicati sono aggiornati; o sono diventati obsoleti?
  • Le affermazioni prodotte si basano su qualcosa di pubblicato al di fuori del perimetro del produttore, senza alcuna sua interferenza o impatto sul flusso? Se è così, potrebbe esserci un rischio di comunicazione ingannevole (greenwashing), cosa che rappresenterebbe è un grave rischio aziendale che chiunque dovrebbe assolutamente evitare.
  • Le dichiarazioni utilizzate e basate sull’LCA, vengono discusse con o senza aver chiari i limiti del sistema, o una indicazione delle opzioni a fine vita? A questo punto dovremmo sempre considerare l’onere derivante dalla fine del ciclo di vita del prodotto, anche se i processi sono ancora in una fase di crescita o sviluppo, affinché questa sia una valutazione vera del ciclo di vita. Solo allora, non appena questi vengono riconosciuti, un design sostenibile potrà aiutare a compensare i limiti non considerati.
  • Se l’LCA non si riferisce all’oggetto in maniera diretta, possono esserci altri metodi per valutare le prestazioni di sostenibilità aziendale. Ad esempio, l’Iniziativa di Rendicontazione Globale nota come GRI è una matrice concettuale  (framework) ampiamente utilizzata come modello di rendicontazione di sostenibilità, dove le aziende riferiscono sulle prestazioni economiche, ambientali e sociali dell’organizzazione.
  • Molte aziende presentano l’argomento della sostenibilità sui loro profili online. In questo caso si dovrebbe sempre indicare una persona di riferimento/contatto, o i dettagli sull’eventuale programma aziendale.
  • Ogni azienda deve decidere quali dati raccogliere e come presentarli.

Ciò richiede solitamente lo sviluppo di nuovi processi di gestione interna. La sfida è quella di sviluppare soluzioni per la sostenibilità aziendale delle PMI dal punto di vista delle PMI, stabilendo il collegamento tra pratiche commerciali sostenibili e vantaggi per gli affari dell’azienda.

L’importanza delle PMI per la sostenibilità non può essere sottovalutata.
Gli impatti cumulativi delle piccole e medie imprese sono considerevoli.
Le PMI rappresentano oltre il 90% delle imprese in tutto il mondo. Rappresentano inoltre il 50% del PIL di tutti i paesi e in media il 60% degli occupati. (vedi Global Reporting Initiative. Small, Smart and Sustainable. GRI Research and Development. Amsterdam: http://www.globalreporting.org)

Non dobbiamo lasciare che tutto questo ci appaia troppo confuso o ci limiti.

Quando si inizia a considerare il ciclo di vita, bisogna iniziare dalla linea di base e dalla mappatura se si vuole migliorare e sviluppare i propri impatti ambientali.

Quali sono i flussi elementari significativi della produzione e le categorie di impatto che la guidano?
Potete combinare numeri e vantaggi finanziari con la gestione delle risorse?
Quando questi problemi saranno riconosciuti, lo sviluppo sostenibile potrà iniziare.

Investire nella valutazione del ciclo di vita equivale a mitigare i rischi aziendali durante la transizione verso l’economia circolare.

 

L’LCA in ABM

ABM oggi conduce l’LCA sulla base dei principi e degli approcci delineati dalle norme ISO 14040 e ISO 14044, utilizzando il set di dati e il software GaBi di Sphera Company (ex ThinkStep).

In precedenza ABM basava le sue dichiarazioni su quelle rese dai suoi fornitori di materie prime, sulla base delle loro dichiarazioni ambientali o di LCA.

Queste dichiarazioni ambientali, sottoposte a revisione paritaria, hanno mostrato di essere sufficienti solo fino a un certo punto.

ABM infatti acquista polimeri a base biologica da fonti rinnovabili e successivamente aumenta il loro impatto ambientale durante il proprio processo di produzione che porta alla realizzazione di compositi bioplastici, aggiungendo fibre di vetro bioerodibili, basate su tecnologia ABM, che implicano trasporto e imballaggio.

Dopo aver condotto l’analisi LCA secondo lo scenario “cosa succede se” (“what if scenario-type”) sui materiali compositi selezionati, la valutazione del ciclo di vita eseguita ha rivelato che l’impatto ambientale maggiore derivava dalla produzione della materia prima polimerica stessa. l’impatto principale cioè si manifesta prima che le materie prime originali superino i cancelli di ABM.

Infine, si è così arrivati a concludere che ABM produce plastiche alternative rispettose dell’ambiente. Le opzioni EoL (End of Life) future e le sfide che pongono sono state riconosciute e discusse durante la fase di interpretazione dei risultati LCA.

La standardizzazione dei processi EoL a valle, per i materiali a base biologica, deve essere ulteriormente sviluppata nell’industria.
Verranno acquisiti nuovi set di dati e le analisi LCA aggiornate per soddisfare lo condizione attuale dei materiali e dell’energia.

Massimizzare l’uso del carbonio rinnovabile è una strategia sostenibile che consentirà la produzione di plastiche prive di sostanze fossili, poiché esse si allontanano dall’energia fossile, strettamente legata alla lavorazione di materiali fossili.


Per ulteriori informazioni:
https://abmcomposite.com/technical-products-sustainability
marjo.ketonen@abmcomposite.com

Articolo a cura del Ing. Marjo Ketonen - ingegnere di Ricerca e Sviluppo presso Arctic Biomaterials Oy.
Ha conseguito una laurea in ingegneria chimica presso la TAMK Tampere University in Scenze Applicate e un master in LCA, Gestione dei Rischi nell’Economia Circolare. Inoltre, dal 2016 è responsabile delle Funzioni e Infrastrutture di Ricerca delle Unità Tecniche dell'azienda - prove meccaniche e termiche. Ha una conoscenza approfondita della Scienza dei Polimeri, delle Soluzioni e delle Tecniche di Lavorazione dei polimeri–formulazione e modifiche di materiali polimerici– È Ingegnere ricercatore presso il VTT Technical Research Center of Finland ltd. - Unità di Funzionalizzazione dei Polimeri. È stata docente ospite alla TAMK University su temi come l’”Innovazione Aperta” (Open Innovation) e gli aspetti complessi legati alla “Protezione intellettuale” (IPR Issues).

Condividi l'articolo sul tuo social preferito:

Hai trovato l'articolo interessante?

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Ci sono argomenti che ti piacerebbe venissero trattati in questo blog?
I tuoi commenti e le tue richieste sono importanti per noi: scrivili nello spazio qui sotto, è a tua disposizione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

*

Trattamento dati