L’analisi del ciclo di vita secondo ABM

Pubblicato il: 27/10/2020

L’analisi del ciclo di vita secondo ABM

Nell’articolo LCA: “come comprendere e monitorare se noi o i nostri fornitori stiamo andando verso un’attività sostenibile?”, già pubblicato su questo blog, abbiamo visto come dovrebbe essere affrontata l’analisi LCA per valutare la sostenibilità di un’applicazione o attività.
In questa ulteriore analisi, Marjo Ketonen del dipartimento di ricerca e sviluppo di ABM, fornisce maggiori informazioni sul metodo utilizzato dall’azienda per calcolare l’influenza sul riscaldamento globale dei propri materiali.

L’aspetto ambientale e la cura del clima sono profondamente radicati nel DNA della nostra azienda.

I due indicatori chiave nell’impronta di carbonio ambientale di un prodotto sono i gas a effetto serra (GHG) e l’uso di energia non rinnovabile.
In alcuni casi, rispetto alle plastiche tecniche tradizionali, la quantità di gas serra e l’uso di energia non rinnovabile (per kg di polimero prodotto) possono essere ridotti fino al 60-80% utilizzando composti ABMc.
Per il calcolo/confronto finale, è necessario utilizzare lo strumento LCA (Analisi del ciclo di vita).

 

L’approccio di  Arctic Biomaterials all’LCA

Incorporare una valutazione del ciclo di vita (LCA) nella ricerca e sviluppo si è dimostrato un metodo prezioso per ABM, poiché i nostri clienti hanno un forte bisogno di avere una prova del valore di sostenibilità del materiale che acquistano e utilizzano come alternativa sostenibile.

In passato, ABM si è basata sulle dichiarazioni ambientali dei suoi fornitori di materie prime, ma queste dichiarazioni ambientali sottoposte a revisione tra esperti hanno mostrato di essere sufficienti solo fino a un certo punto.

ABM, infatti, acquista polimeri a base biologica derivanti da fonti rinnovabili e aumenta il loro impatto ambientale a causa del proprio processo di produzione necessario per realizzare Bio-Compound e Compositi aggiungendo fibre di vetro Bioglass proprietarie e basate sulla tecnologia ABM.

Attraverso il processo di produzione, ABM aumenta l’impatto ambientale di un prodotto base utilizzando energia e utilizzando una filiera globale di approvvigionamento delle materie prime.

Oltre alla tipologia della materia prima scelta, questi ulteriori effetti devono essere aggiunti computazionalmente alla stima dell’impronta di carbonio complessiva per evitare di cadere in possibili comunicazioni di facciata non intenzionali.

Gli LCA condotti da ABM si basano sul database dell’impronta ambientale 2.0 e utilizzando set di dati GaBi (2019) accreditati, seguendo i principi e gli approcci delineati dalle norme ISO 14040 e ISO 14044.
Diversi scenari di selezione dei materiali hanno rivelato che il luogo di produzione e le distanze di trasporto hanno un impatto decisamente minore sul GWP composito totale rispetto a quello derivante dalla selezione dei materiali. Se si considera nel calcolo l’assorbimento di carbonio, il GWP dei prodotti base risulta significativamente inferiore rispetto al PP e all’ABS a base fossile.

 

Un esempio di studio del potenziale di riscaldamento globale

Nello scenario di studio in cui, considerando la formula “dalla culla al cancello”, ad un composito a base di PLA venga aggiunto il 30% di fibra di vetro, si evidenzia quanto segue: la quota GWP (Global Warming Potential) del polimero è del 67%, quella della fibra di vetro è del 19%, la quota trasporto (globale) è dell’11% e il “peso” aggiuntivo della rete elettrica del sito produttivo è del 4%; rispetto al GWP totale del prodotto.

L’assorbimento di carbonio durante la produzione della materia​ prima è pari al -56% della quota GWP, il che conferisce ai materiali a base biologica un vantaggio ambientale.

Nella tabella qui rappresentata, viene mostrato un esempio di possibili scenari, relativi ad una selezione di materiali ABM, nella condizione: “cosa succederebbe se? ”.

Il GWP di ogni prodotto calcolato “dalla culla alla tomba”, viene messo a confronto e l’assorbimento di carbonio accreditato, secondo due ipotesi: (i) che il fine vita (EoL) del prodotto preveda l’incenerimento, oppure (c) in cui sia previsto il compostaggio.

 


Dichiarazione di non responsabilità: i risultati dei calcoli di cui sopra devono essere sottoposti a una revisione critica indipendente se dovessero essere utilizzati per asserzioni comparative.

Queste informazioni e tutti i consigli tecnici e di altro tipo si basano sulle conoscenze ed esperienze attuali di Arctic Biomaterials. ABM non si assume alcuna responsabilità per tali informazioni o consigli, incluso il fatto che tali informazioni o consigli possano riguardare i diritti di proprietà intellettuale di terzi. ABM si riserva il diritto di apportare modifiche alle informazioni o ai consigli in qualsiasi momento, senza preavviso o successivo avviso.

Per ulteriori informazioni:
Marjo Ketonen (R&D ABM Composite Oy)

 


Accordo sul clima di Parigi

L’accordo di Parigi è un accordo relativo alle emissioni dei gas serra. Scopo dell’accordo è limitare l’aumento della temperatura media globale. Ad oggi la Cina e gli Stati Uniti hanno la più alta emissione di anidride carbonica: la Cina rappresenta il 29,4% e gli Stati Uniti il 14,3% delle emissioni globali (rif Wikipedia).

L’accordo di Parigi è stato firmato da 159 paesi.
Vedere: http://unfccc.int/paris_agreement/items/9485.php.

Obiettivi di azione dell’UE per il clima

L’UE ha fissato i propri ambiziosi obiettivi per ridurre le emissioni e limitare il riscaldamento globale.
Gli obiettivi dell’UE per ridurre le emissioni di gas serra (GHG) al di sotto dei livelli del 1990 sono:
Entro il 2020 riduzione del 20%
Entro il 2030 riduzione del 40%
Entro il 2050 riduzione dell’80%
Vedere: https://ec.europa.eu/clima/policies/strategies/2020_en.

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